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La Tramvia
Elettrica Lecce San Cataldo 1898-1933
Le
profonde trasformazioni avvenute all'indomani dell'Unità
d'Italia, hanno generato uno sviluppo capitalistico ed un
rivolgimento nel sistema dei rapporti tra città e campagna,
alterando le gerarchie dei secoli precedenti. Ad esempio le
nuove leggi di mercato e di produzione, lo sviluppo del sistema
dei trasporti e l'estensione della rete stradale e ferroviaria
non hanno favorito egualmente i centri del Nord come quelli del
Sud: Torino, Genova, Milano, Bologna alla fine dell'Ottocento
sono state al centro d'una trama di vie di comunicazione che
alimenterà la loro crescita industriale e commerciale.Al loro
sviluppo mutano i legami con la campagna circostante che si
integrerà a quelle città divenendo sobborgo e periferia dei
grandi centri.
Nel 1896 il Sindaco G.Pellegrino fece approvare dal
Consiglio comunale un capitolato di base per una gara d'appalto,
alla quale parteciparono le ditte Donato Greco, Vincenzo
Contursi ed il marchese Gennaro Pepe, ingegnere capo del Genio
Civile di Napoli; a quest'ultimo fu assegnato l'appalto dei
lavori.
Conclusa la gara nel marzo 1896, pervenne
al Sindaco l'offerta della ditta Pasquale Ruggieri, la quale si
dichiarò disposta ad assumere l'appalto dei lavori e la
concessione dell'esercizio della
tranvia a vapore Lecce-S.Cataldo.
Stipulato il compromesso, l'ingegnere Ruggieri
volle sostituire la trazione elettrica a quella a vapore e,
associatosi al signor Arthur Koppel di Berlino, fece una
proposta formale al Comune che l'accolse. (1) Sin dal 21
novembre 1898 il Ruggeri assunse in proprio l'esercizio
dell'officina a gas. Ma il 13 gennaio 1899 si ritirò
dalla società. Nel frattempo l'Amministrazione Pellegrino aveva
affidato alla ditta Koppel anche la concessione del servizio
dell'illuminazione elettrica della città, in sostituzione di
quello a gas gestito dalla "Tuscan Gaz Company Limited".

Il
materiale rotabile era stato costruito in Germania.
Le vetture "dipinte in
giallo
e
rosso",
erano elegantissime
e illuminate con lampade ad incandescenza.
Le carrozze avevano 14 posti a sedere tutti di 2a
classe
ed una tara di circa 3.000 kg.
Per entrambi i
servizi la Società berlinese impiantò in città una
centrale elettrica. Gli ingegneri tedeschi che giunsero a
Lecce al seguito della Koppel, costruirono la tramvia e
gli impianti elettrici del trasporto ferroviario, grazie
all'esperienza sperimentata in ogni parte del mondo.
Per questo primato
ottenne la
Medaglia d'oro alla Mostra Internazionale di
elettricità di Torino. (2)
Le corse regolari iniziarono il 1¡ luglio 1898. Il
servizio veniva effettuato da quattro treni ad intervalli
di 45 minuti ciascuno. La centrale elettrica e il deposito
tramviario erano composti da alcuni fabbricati impiantati
nella zona industriale della città, lungo il viale Unità
d'Italia, sul terreno del vecchio tiro a segno, dove la
società tedesca disponeva di oltre 18.600 mq. di terreno.
In prossimità delle caldaie fu costruita la ciminiera per
lo scarico dei fumi di combustione delle caldaie alta 40
m. a sezione ottagonale. Il fabbricato industriale fu
destinato alla rimessa delle vetture tranviarie nel 1898;
disponeva di quattro ingressi con rotaie; in un altro
edificio erano collocate le caldaie.
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Un fabbricato
principale fu destinato ad uffici per la direzione
tecnica, le utenze e l'amministrazione; poi gli impianti
della centrale del gas; |

il macchinario utilizzato era
composto dai due motori a vapore, sistema Tandem a due
cilindri ad alta e bassa pressione, ognuno dei quali
alimentava due dinamo generatrici tipo Walker di potenza
pari a 65 cavalli. Ogni dinamo era in grado di produrre
una tensione pari a 300 Volt, sufficiente per l'esercizio
di tutta la tranvia e capace di mettere in moto
contemporaneamente quattro treni di due vetture ognuna.
Un
quadro di distribuzione in marmo gestiva tutta la corrente
elettrica prodotta e conteneva gli apparecchi necessari
alle commutazioni, comandi e distribuzione. Il fabbricato
industriale era poi composto dalle caldaie (sistema
Cornovaglia a due fornelli, la cui alimentazione avveniva
tramite una cisterna capace di 2.000 mc. di acqua
alimentata da due grandi pozzi); e poi da due motori a
vapore, quattro dinamo, un magazzino, un trasformatore, le
officine per le riparazioni e per la verniciatura delle
vetture. Non si escludeva l'attivazione d'un servizio
merci.
Lungo il tragitto furono predisposti 25 passaggi a livello
e raddoppi di binario con scambi automatici alle stazioni di
partenza, di arrivo e di fermata. Lungo tutta la linea venne
impiantato un servizio telefonico con apparecchi e accessori
necessari a garantire un servizio sicuro ed efficiente. Il
materiale di armamento, in acciaio e posato su traversine di
quercia, era del tipo Vignole, come quello utilizzato per le
tramvie elettriche di Torino, Milano e Roma. Le carrozze
motrici, simili a quelle adottate in queste città, avevano due
motori elettrici da 25-30 HP, uno per ogni asse, con una potenza
di 25 cavalli ognuno. Queste carrozze contenevano 22 posti a
sedere, di cui otto di prima classe e quattordici di seconda, e
venti posti in piedi sulle due piattaforme. Le due classi erano
separate da una divisione a vetri e legno e da cuscini foderati
di pelle. Avevano una tara di 5.000 kg.
a cura del dott.
Giovanni Greco
(1) Cosimo De
Giorgi, Numero Unico per le Feste Inaugurali del giugno 1898;
Tipografia Editrice Salentina, fratelli Spacciante, 1898.
(2) G.Candido (Lecce, 1837-1906) nel 1868 inaugurava la sua rete
di 4 orologi elettrici sincroni da torre. Quella fu la prima
realizzazione del genere in Italia ed una delle poche in Europa.
Mentre il professore C.De Giorgi (Lizzanello, 1842-1922) nel
1871 dava il via ad una raccolta sistematica di osservazioni
meteorologiche del Salento; terra che, grazie al De Giorgi,
vanta il privilegio di essere una delle poche zone d'Italia ad
avere avuto un periodo d'osservazione del clima fra i più
lunghi; nel 1874 il De Giorgi inaugurò un proprio osservatorio
meteorologico all'avanguardia, il secondo con quello di
Castellaneta.
(3) op. cit. Numero Unico per le Feste Inaugurali del giugno
1898, a cura di C.De Giorgi.
(4) Cfr. Archivio Storico Comunale di Lecce, Cast. Carlo V; fald.
X 3 1, B5 Segue una tesi
di laurea (estratto) sui processi industriali della città
di Lecce dal 1800 al 1900: l'illuminazione cittadina a carbone,
a petrolio, a gas di petrolio (1873) ed elettrica; la tramvia
elettrica di Lecce (1898-1933). |