Museo Provinciale Sigismondo
Castromediano - Lecce
Il Museo archeologico sui Messapi e
Rudiae, espone la collezione degli scavi iniziati dal
fondatore
SigismondoCastromediano alla fine
dell'Ottocento. Le successive campagne di scavo della
provincia e della regione Puglia, hanno arricchito la
collezione con molti reperti vasi, statue
dipinti una
raccolta numismatica, bronzi, terrecotte, epigrafi
romane e messapiche, dipinti veneti, sculture e vetri di Murano,
avori e smalti.
Attivo con
molte attività culturali: sezione preistorica, antiquarium, topografico,
pinacoteca, sala '800 - '900.
Viale
Gallipoli, 28 - 73100 Lecce. tel 0832 307415
MailMuseo:
museo@provincia.le.it
SitoInternet:
www.provincia.le.it
Orari: Lun-Sab 9,00-13,30 e 14,30-19,30; Dom
9,00-13,00.
Vincenzo Ciardo
Artista Gagliano del Capo
(Lecce) 1894 - 1970
A Napoli insegnante «di pittura di paesaggio»
alla
Accademia di Belle Arti. Partecipa alla guerra italo - austriaca dal 1915 al
1918.Frequenta l'Istituto
d'Arte di Urbino. Nel 1920 si trasferisce a Napoli come
ordinario di disegno presso la Scuola Tecnica di Pozzuoli e si
inserisce nell'ambito della tradizione paesaggistica napoletana.
Rifiutando sin dall'inizio il facile vedutismo, tenta di
riconquistare le chiare spazialità di Giacinto Gigante. Fa parte
prima del «Gruppo Flegreo», ambiguamente legato alla tradizione
paesaggistica, poi dal 1828 al «Gruppo degli Ostinati» che
propugna i valori di Cèzanne. Certe scansioni volumetriche di
Torregaveta
del 1930 ne sono chiara dimostrazione. A partire dal 1934
partecipa a tutte le Biennali e nelle collettive d'Arte italiana
a Barcellona,
Berna,
Budapest, Bruxelles. Alcune sue opere sono state acquistate da
Musei e Gallerie d'Arte Moderna di Roma, Firenze, Milano, Torino, Udine,
Washington.
In seguito, pur tenendo presente il colorismo della tradizione
napoletana, rimane influenzato da artisti come Tosi e Soffici.
Una svolta nella sua pittura avviene intorno al '44-'46,
allorché sulle esperienze sin qui accumulate innesta personali
riflessioni sull'opera di Bonnard e dei postimpressionisti.
Nasce quella pittura a tasselli; grosse svirgolate di colori
usati nelle tonalità primarie accanto ai complementari per
stimolare una lettura in senso esclusivamente cromatico. Non più
la scansione spaziale ma la luce e il colore sono gli elementi
dei suoi quadri. L'ulivo, la casa, la scala, non sono più dei
volumi ma solo valori tonali.
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