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IL GIOCO E L'ARTE
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Il
culto della Fertilità
Paleolitico
Superiore
20.000
anni a.C.
Il Paleolitico
Superiore interessa l'area che va dal Gargano al Capo di
Leuca, ed è ampiamente rappresento dalla Grotta del
Cavallo.
La
grotta delle Veneri
di Parabita (Lecce) è famosa nel
mondo per aver custodito due manufatti in osso: due statuette
muliebri di 9 e 6 centimetri, denominate “le Veneri”, simbolo
del culto de lla fertilità e della donna madre nell'ultimo
stadio di gravidanza, dal seno e dal ventre gravido. Mentre
volto, mani e altre parti del corpo, erano appena abbozzate.
Particolare è la posizione delle braccia riunite sotto il
ventre: atteggiamento che riporta ad alcune "Veneri" rinvenute
in Russia. Altri esemplari si trovano sparsi in Europa in una
fascia di età che va dai 25.000 ai 18.000 anni fa.
Le statuette femminili o "Veneri", risalgono a 20.000 anni fa,
durante il Paleolitico superiore e anche nel Neolitico hanno rappresentato
la prima manifestazione dell'arte mobiliare del Salento e del
sud Italia in generale. L'arte mobiliare é fra le prime
manifatture preistoriche rimasteci e sono sculture e incisioni di figure umane o di
animali eseguiti su pietra, su corna, su ossa di animali.
Sono conservate presso il Museo Civico di
Paleontologia di Maglie, oltre a resti fossili della fauna
preistorica del Salento.
Giovanni Greco
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a cura di Giovanni Greco
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... in continuo
aggiornamento ...
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Soleto:
la più antica mappa geografica
mai rinvenuta (del V secolo) |
Le
Veneri di Parabita |
Strabone
riferisce che " gli Achei dovettero combattere una
dura guerra contro i barbari, alla fine vinsero fondando
Taranto ". Secondo una leggenda due figli di
Nettuno, Messapo e Taras, venuti a sapere delle
conquiste fatte in Italia dai fratelli Lestricone e
Core, approdarono nella parte meridionale della puglia:
Messapo avrebbe dato origine alla Messapia o penisola
salentina, mentre Taras si sarebbe fermato nello Ionio e
avrebbe fondato Taranto nell'VIII sec. Guidati da
Messapo a partire dal IX sec. circa a.C., occuparono la
parte meridionale della Japigia cioé la penisola
delimitata fra lo Ionio e l'Adriatico da Taranto e
Brindisi, fino a Leuca;
' Messapioi era infatti il nome che i Greci
davano a quei popoli di nomadi per indicare ' quelli
situati fra due mari'. Essi finirono col confondersi
etnicamente e culturalmente con la gente preesistente,
ossia gli Japigi originari. L'antica città di Oria
(Uria), fondata nel XVI sec.a.C. dagli Japigi
protostorici , fu eletta dai più recenti Japigi -
Messapi a loro capitale.
Strabone, Geografia, VI, 3,
1: le popolazioni della Puglia
[Testo tratto dall'edizione di F. Lassère,
Strabon.
Géographie, Tome III (Livres V et VI), Paris 1967]
Traduzione: Dopo
aver descritto l'Italia antica fino a Metaponto, dobbiamo parlare delle regioni
che la seguono. La prima è la Iapigia: i Greci la chiamano Messapia, gli
indigeni la distinguono in Salento (la parte intorno al promontorio
Iapigio) e Calabria. A nord di queste si trovano le popolazioni chiamate in
greco Peucezi e Dauni, ma gli indigeni chiamano Apulia tutta le regione dopo la
Calabria e Apuli la popolazione. Alcuni, in particolare i Peucezi, sono chiamati
anche Pedicli.
[Traduzione di N. Biffi in N. Biffi, L'Italia di
Strabone.
Testo, traduzione e commento dei libri V e VI della Geografia, Genova 1988]
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