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PORTO BADISCO
LA GROTTA DEI CERVI
(Otranto, Puglia, Italia)
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Neolitico
4.000 e i 3.000 anni a.C.
La Grotta dei Cervi di Porto Badisco a Otranto (Lecce) è il
complesso pittorico neolitico più imponente d'Europa. E il Salento,
delle
civiltà preistoriche, ha
perfettamente conservato dolmen, menhir, specchie, nemanthol,
grotte e graffiti di ineguagliabile bellezza.
Nel
febbraio del 1970
avvenne la scoperta delle grotte
di Porto Badisco (Otranto,
Lecce).
L'operazione speleologica fu
condotta dalla sezione scientifica del Gruppo Speleologico
Salentino "P. de Laurentiis" di Maglie (LE), composta
dai Soci: Severino Albertini, Enzo Evangelisti, Isidoro
Mattioli, Remo Mazzotta e Daniele Rizzo.
Senza dubbio una delle scoperte archeologiche più
sensazionali degli ultimi anni: uno dei complessi di pitture
parietali della tarda preistoria europea, con figurazioni
geometriche, umane e animali, databili fra i 4.000 e i 3.000
anni a.C.
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Le pitture rappresentano impronte di mani con
valore simbolico e magico, scene di caccia con figure
stilizzate di uomini armati di archi e frecce, e soprattutto
forme geometriche e astratte come spirali, intrecci,
complicati grovigli, ...
Le
figure di colore scuro bruno sono stilizzate, e riproducono
scene di caccia al cervo, uomini con arco e cani, cervi in
lotta tra loro, cavalli presi al laccio e simboli
antropomorfi. Nella
grotta Romanelli di Castro e nella grotta dei Cervi
di Porto Badisco, graffiti e pitture
erano fatte con guano di pipistrello e con ocra.
La figura
stilizzata di uno stregone danzante campeggia su una
delle pareti con a fianco alcune forme geometriche
coperte da un trasparente velo calcitico. La cultura non
scientifica lo chiama "Sciamano". Ma cosa
rappresentano questi pittogrammi? Esprimono la capacità
di raffigurare il mondo circostante e sono
rappresentazioni delle idee ... delle quali non
riusciamo però a coglierne un significato funzionale.
In
particolare
le
grotte di
Porto Badisco sono da
sempre considerate dagli studiosi il Santuario del
Neolitico, in quanto poche grotte nel mondo hanno così
nitide tracce della presenza umana.
Paralleli significativi si possono riscontrare unicamente
con le
caverne Altamira, Lascaux, Niaux, ecc.
a cura di Giovanni Greco
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