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SCOPERTO DALL'UNIVERSITA' DEL SALENTO IL PRIMO PIANETA
ESTERNO
ALLA VIA LATTEA
16 giu 2009
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una tipica galassia spirale nella costellazione della Chioma di
Berenice
Un nuovo corpo celeste appartenente ad un un’altra galassia, il primo
pianeta mai osservato in un'altra galassia, è stato soperto il 16 giu
2009 dai
ricercatori del gruppo italiano dell'Istituto nazionale di fisica
nucleare, dell’Università del Salento.
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Presso la facoltà
di Fisica, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Lecce,
Università del Salento, è stato scoperto un pianeta all’interno
della via Lattea nella galassia di Andromeda (Andromeda è la
galassia più vicina alla nostra, ma si trova a 2,5 milioni di anni
luce dalla Terra). Sette volte più grande di Giove, ruota attorno
a una piccola stella grande circa la metà del Sole ed e' a circa
1.000 anni luce dalla terra. La scoperta verrà pubblicata il mese
prossimo sulla rivista britannica Monthly Notice of The Royal
Astronomical Society, gli scopritori sono i docenti Francesco De
Paolis, Gabriele Ingrosso, ricercatore di Maglie ora a Madrid
nell’Agenzia spaziale europea, con uno svizzero ed un russo. Il
pianeta è stato individuato
grazie a calcoli probabilistici, spiega Francesco De Paolis, del
dipartimento di Fisica dell'Università del Salento.
Fonti:
-
Via Lattea
- wikipedia
-
La Terra nell'Universo
-
Il Sistema Solare |

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350 PIANETI EXTRASOLARI: "i pianeti esterni al Sistema Solare
scoperti finora sono circa 350 - prosegue De Paolis - e tutti si
trovano all'interno della Via Lattea, ossia entro mille anni luce
dalla Terra". La maggior parte di essi è stata scoperta
osservandone il transito contro il disco della loro stella;
soltanto otto di essi sono stati individuati con una tecnica
chiamata "micro lente gravitazionale" e basata su un fenomeno
previsto dalla teoria della relatività di Einstein.
a cura di
Giovanni Greco |
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO Lecce, due ricercatori Infn scoprono pianeta
extragalattico
ROMA
– E' gigantesco, sei o sette volte più grande di Giove, il primo
pianeta scoperto all’esterno della Via Lattea. È nella galassia più
vicina alla nostra, Andromeda, a 2,5 milioni di anni luce dalla Terra,
e ruota intorno ad una piccola stella che è circa la metà del nostro
Sole. Il pianeta è stato individuato grazie a calcoli probabilistici,
spiega Francesco De Paolis, del dipartimento di Fisica dell’Università
del Salento, associato alla sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica
Nucleare (Infn) di Lecce. La ricerca, pubblicata nell’edizione online
della rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (Mnras),
è stata condotta da De Paolis insieme a Gabriele Ingrosso, che fa
parte dello stesso gruppo, Sebastiano Calchi Novati, dell’università
di Salerno, e colleghi svizzeri, spagnoli e russi.
- 350 PIANETI EXTRASOLARI: «i pianeti esterni al
Sistema Solare scoperti finora sono circa 350 – prosegue De Paolis – e
tutti si trovano all’interno della Via Lattea, ossia entro mille anni
luce dalla Terra». La maggior parte di essi è stata scoperta
osservandone il transito contro il disco della loro stella; soltanto
otto di essi sono stati individuati con una tecnica chiamata «micro
lente gravitazionale» e basata su un fenomeno previsto dalla teoria
della relatività di Einstein.
- LENTI COSMICHE: quando un corpo di grande massa si
trova fra una sorgente di luce e l’osservatore, i raggi luminosi
provenienti dalla sorgente vengono deviati dal campo gravitazione del
corpo in modo tale che il segnale luminoso viene amplificato, come
accadrebbe in una lente.
- SIMULAZIONE AL COMPUTER: i dati relativi alla
deviazione della luce osservata nella galassia di Andromeda nel 2004
con il telescopio Isaac Newton (Int), nelle Isole Canarie, sono stati
interpretati con un programma di simulazione al computer. I
ricercatori non hanno quindi osservato direttamente il pianeta
extra-galattico, ma ne hanno calcolato la probabile esistenza.
- DEVIAZIONI SOSPETTE: la galassia di Andromeda
continua ad essere osservata alla ricerca di altri probabili fenomeni
di micro lenti gravitazionali attraverso il programma Plan (Pixel
Lensing towards Andromeda), che utilizza i telescopi di Loiano
(Bologna) e Castelgrande (Potenza).
- SENZA NOME: «di solito i pianeti prendono il nome,
o almeno la sigla, dalla loro stella, ma noi non sappiamo dove sia la
stella di questo pianeta extra-galattico», osserva De Paolis. Di
conseguenza assegnare un nome al primo pianeta individuato nella
galassia di Andromeda per ora non è possibile.
- REGISTRAZIONE: il carattere probabilistico della
scoperta impedisce di registrare il primo pianeta extragalattico
presso l'Unione Astronomica Internazionale. Nel caso dei pianeti
extrasolari, infatti, la scoperta viene confermata perchè le
osservazioni possono essere ripetute più volte, ma per le micro lenti
gravitazionali ripetere l’osservazione è impossibile. Di conseguenza
non esiste una conferma definita, ma solo un alto grado di
probabilità. Il nuovo pianeta, secondo i ricercatori che lo hanno
scoperto, potrebbe comunque entrare a far parte dell’Enciclopedia dei
Pianeti Extrasolari: «l'Enciclopedia potrebbe essere estesa ai piani
extra-galattici, in questo caso potrebbe entrarne a far parte anche il
pianeta di Andromeda».
(di Enrica Battifoglia)
[Fonte
dati:
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO] |