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Libertà: un poeta e un artista
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di Arrigo Colombo
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La famosa poesia.
Famosa certo, ma non banalizzata dalla fama. Scritta e pubblicata
negli anni della schiavitù, dell’oppressione, della catena di ferro
che stringeva la Francia ai polsi e alle caviglie, l’ occupazione
nazista. Il grido del prigioniero che si ripete e ripete, risuona e
risuona nel silenzio, nella paura, silenziosa muta.
La parola
moderna per eccellenza, parola e principio, valore, norma etica.
Che ha il suo primo prologo nella Magna carta del 1215, in un
senso ancora incoativo ma destinato a crescere lungo i secoli per un
processo quasi lineare. Si afferma nella Rivoluzione inglese con le
libertà politiche, di opinione parola stampa associazione, col primo
imporsi del modello democratico; poi col principio illuministico che
nessun uomo può essere soggetto ad altro uomo, ma solo alla legge di
cui egli stesso è autore. E’ prima nel celebre motto della Rivoluzione
francese, nella Dichiarazione dei diritti, nel grande fermento
popolare e legislativo che porta, tra l’altro, per la prima volta,
all’abolizione della schiavitù. |

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Nel
Calendario: "Libertà"
... Su le corone dei re
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E’ l’unico dei
principi etici moderni che resiste alla critica corrosiva di Marx e
diviene anzi la sintesi del suo progetto utopico (egli che disdegnava
i progetti), “il regno della libertà”.
E’ ancora l’anima
della Contestazione degli anni Sessana e Settanta, quando Éluard è già
scomparso (muore nel ‘52), la liberazione del figlio della donna del
giovane dell’emarginato, la liberazione sessuale.
Éluard v’intesse
una specie di canzone popolare, con strofe di tre versi che iniziano
sempre (tranne in quattro casi) con la parola “su”, e si concludono
ogni volta nel ritornello “scrivo il tuo nome”; quelle canzoni in cui
ogni tanto si cimentano i poeti, nella volontà di assumere una forza e
insieme trascenderla.
Così come Éluard
la trascende nell’intatta invenzione poetica, intatta luminosità del
suo stile di sempre, luminosità levità spontaneità, discrezione e
discreta eleganza nel ritmo. In questa canzone trascorre il mondo, il
mondo intero di natura e d’ uomo, i luoghi innumeri e le cose e le
vicende su cui va scritta la parola grande sublime. A iniziare dalla
pagina, che non poteva non essere prima; poi alla natura nella sua
ricchezza e potenza, le forme e i colori; poi la casa, le cose ch’essa
racchiude, familiari al vivere, poi l’amore l’amicizia il dono; poi la
noia la solitudine la morte, il dolore umano; la speranza. In un
affresco mobile, vario, che ha un suo filo conduttore, ma fluido. |
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Alla famosa
poesia Sandro Greco ha voluto dedicare un omaggio; alla libertà che vi
è cantata; un omaggio, una celebrazione, un canto di forme e colori:
percorrendola per intero, strofa per strofa. Per ognuna un quadro, non
un disegno soltanto, che qui viene riprodotto con tutti i limiti della
riproduzione; solo un riflesso dell’ originale. Ripercorrendo la sua
esperienza di artista a cominciare da quei “fiori di carta” che
costituiscono forse il suo primo significativo apporto, nell’ambito
della land-art; con le tecniche miste di cartapesta, metallo, pietra,
stoffa; fino a quei segni fantastico - giocosi, di una naiveté tutta
particolare, legata anche alla tradizione astratto- fantastica di Klee
e di Miró, che hanno caratterizzato una sua più recente stagione.
Nella poesia come
nell’arte ritorna la stessa idea, lo stesso ideale, la stessa
passione. Per la libertà. La stessa volontà, la stessa ansia ardente
ch’essa penetri e trasformi l’umanità intera.
L’attesa di un
evento che la storia sta realizzando, realizzerà.
Passione politica,
passione umana, amore per l’uomo. |

Nel Calendario:
"Libertà"
...
Su le ali degli uccelli |

2005 - Il filosofo Arrigo Colombo nella bottega leccese dell'artista Sandro Greco
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