Secondo Cicerone fu il sommo tra i poeti tragici latini. Era nipote di
Quinto Ennio (figlio di una sorella del rudiano). Nacque a Brindisi nel 220-130 a.C. e morì a Taranto quasi novantenne. Non era latino ma apparteneva al popolo che i romani avevano potuto vincere e colonizzare solo attraverso due durissime campagne militari riuscendo a ottenere il controllo dell'importante scalo portuale di Brindisi. Grande fama gli venne dall'attività letteraria che sviluppò nell'ambito del circolo culturale di Scipione l'Emiliano. Il gruppo "vedeva nell'apertura alla cultura ellenica un fattore decisivo di sprovincializzazione della classe dirigente romana, che l'avrebbe messa in grado di assolvere degnamente la sua vocazione imperiale". Scrisse una
Praetexta (tragedia di argomento romano) ilPaulus che celebrava la vittoria di L. Paolo Emilio su Perseo a Pidna nel 168 a.C. e alcune satire. Non sappiamo se ha scritto sulla Puglia, ma sentì la nostalgia della sua terra come dimostra il fatto che ad ottant'anni si ritirò a Taranto dove morì dieci anni dopo.
Concittadini, fascicoli allegati del Quotidiano di Lecce,dicembre 1995
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