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Storia del Salento

La Mappa di Soleto
La più antica mappa geografica mai rinvenuta
(del V secolo a.C.)


LA MAPPA DI SOLETO, ha oltre 2500 anni. La sua scoperta risale al 2003, ma solo ora la notizia è diventata di pubblica, allorchè l'Università ed il suo scopritore, l'archeologo olandese Thierry Van Compernolle hanno svelato l'autenticità del reperto. Si tratta della più antica mappa mai ritrovata nel mondo occidentale e rappresenta la parte terminale della Puglia, la Japigia, da Gallipoli e Otranto sino a Leuca. Nel 473 a.C. gli Japigi sconfiggono duramente i Tarantini...


Da:Corriere della Sera del 17 novembre 2005

La cartina più antica (una rizla di omero?) del mondo classico (è da vedere, questa affermazione piuttosto che la 'mappa'!), scoperta a Soleto nell'agosto 2003. Un frammento di terracotta graffito con la linea costiera del Salento meridionale e i nomi di 13 località; ai lati, un doppio motivo a zìg zag per indicare il Mare Ionio e il Basso Adriatico, È la più antica mappa geografica del mondo classico che sia mai stata ritrovata, risale al V secolo avanti Cristo e misura appena 5 centimetri per 2,7. Come un francobollo. La coperta del frammento di vaso greco verniciato di nero è stata fatta due anni fa a Soleto (Lecce), ma il direttore della missione archeologica, Thierry van Compernolle dell'Università di Montpellier, ha difeso per tutto questo tempo il segreto della «Mappa di Soleto» per studiarla. Da ieri è in mostra al Museo archeologico dì Taranto. Sulla minuscola mappa vi sono incisi, in lettere dell'alfabeto greco, i nomi di 13 località: una greca (Taras-Taranto) e 12 messapiche (5 in forma abbreviata) tra le quali si riconoscono Otranto, Nardò, Ugento, Santa Maria di Leuca e Soleto.


Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Soleto

Si tratta del frammento di un vaso attico smaltato di nero, un ostrakon le cui dimensioni sono di appena di 5 cm per 2,7 cm, e sul quale è incisa la linea costiera della penisola salentina insieme a due toponimi greci ed undici toponimi indigeni, le cui posizioni sono indicati da punti. Si riconoscono i nomi di Taranto scritto in greco (Τάρας, Taras) e di Otranto, Nardò, Ugento, Soleto e Leuca scritti in messapico, mentre ai lati sono indicati in modo schematico il Mar Ionio ed il Mare Adriatico simboleggiati da sigma a quattro tratti. L'oggetto è stato scoperto il 21 agosto 2003 a Soleto (LE) dall'Archeologo Thierry van Compernolle nel corso di scavi archeologici, e testimonia le relazioni esistenti tra gli Iapigi, i Messapi ed i Greci nel V secolo a.C., non sempre approfondite dalla predominante tradizione letteraria greco-romana.

Dall'analisi epigrafica e dall'aspetto alfabetico dei toponimi trascritti sull'ostrakon, si è stabilito come l'abbreviazione del toponimo "Graxa" non sia in alfabeto greco, ma in un alfabeto greco arcaico del tipo in uso a Taranto. Dietro questa scoperta quindi, si nasconde la data di quella che fu certamente la prima parlata tarantina con tutte le sue peculiarità linguistiche, cioè quelle di tipo lessicale, morfologico, fonetico e di intonazione. La mappa dimostra anche come gli antichi Greci fossero interessati alla rappresentazione di aree realmente esistenti prima ancora dei Romani, e quindi la scoperta ripropone agli storici il problema di riconsiderare gli inizi dell'antica cartografia. Infatti la maggior parte delle mappe classiche esistenti sono romane e sono state datate a dopo la nascita di Cristo.


Da: Gazzetta del Mezzogiorno del 14/11/2005

Archeologia – Un reperto raro a Taranto Dal 16 novembre in mostra un piccolo frammento di un vaso greco verniciato di nero con la raffigurazione, del “Capo Iapigio”, ossia il Salento meridionale BARI - Un piccolo frammento di un vaso greco verniciato di nero con l’«incredibile» raffigurazione, graffita su uno dei lati, del “Capo Iapigio” cosi come lo definivano gli antichi, corrispondente all’attuale Salento meridionale. Per la Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, si tratta di «una delle scoperte più importanti che siano avvenute in Italia meridionale», anzi: una «scoperta così imprevista e clamorosa da aver fatto dubitare sulla stessa autenticità del reperto». E dal 16 novembre il frammento sarà in mostra a Taranto.
Il rinvenimento è stato fatto il 21 agosto 2003 durante uno degli scavi compiuti a Soleto da Thierry Van Compernolle, che proprio nella città salentina ha condotto scavi dal 1991 al 2005, prima con una missione della Libera università di Bruxelles, poi con una dell’Università Paul-Valery Montpellier III. Nel frammento del vaso, a prima vista del tutto insignificante - rileva la Soprintendenza archeologica - oltre al graffito del “Capo Iapigio” c’è «l’indicazione in alfabeto greco dei nomi, per lo più in forme abbreviate, di 12 città messapiche accanto a quello della colonia greca di Taras: una rappresentazione cartografica che ormai si definisce comunemente a livello internazionale “Mappa di Soleto”». Le incisioni da oltre due anni - sottolinea la Soprintendenza - attirano in modo intenso «l’attenzione del mondo scientifico internazionale».
D’intesa con lo scopritore, la Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia ha deciso quindi di divulgare «l’eccezionale scoperta» realizzando negli spazi rinnovati al piano terra del Museo nazionale di Taranto una specifica mostra dedicata alla “Mappa di Soleto”. Nella mostra - che sarà inaugurata il 16 novembre prossimo - il frammento ceramico iscritto (Ostrakon) rappresenta il punto di arrivo di un percorso che colloca Soleto nella geografia antica del Salento, e la scoperta della “Mappa” sullo sfondo dei rinvenimenti archeologici avvenuti nella città salentina nel corso degli ultimi 20 anni, illustrando inoltre il reperto nei suoi diversi aspetti, in particolare epigrafici e linguistici.


14/11/2005


STORIA DI SOLETO

Soleto, piccolo comune salentino, a 22 Km  a SE dal capoluogo è uno dei nove paesi dell'aria ellefona che costituiscono la Grecia Salentina. Diverse ipotesi si sono fatte sulle origini di Soleto; lo studioso Mazzocchi reputava che la nascita del paese si dovesse ad una colonia giunta della Magna Grecia; altri (tra cui P. Lama, Marciano, Maselli), sostenevano che fosse stato fondato da Lizio Idomeneo, altri ancora, da alcuni Greci provenienti dalla Candia o dai Messapi. L'antichità e l'importanza di Soleto, è documentata da Plinio il Giovane. Più volte distrutta e ricostruita divenne capoluogo della Contea di Galatina, Cutrofiano, Sternatia, Zollino, Aradeo. Dal 1200 fu  feudo di diverse Signorie: i De Castro, i Tussi, gli Orsini del Balzo, i Castriota Scanderebh, i Sanseverino, i Braida e gli Spinelli. Famosi la chiesa Matrice e il bel campanile detto "La Guglia di Raimondello del Balzo" del 1397.

 

A cura del dott. Giovanni Greco



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Soleto: la più antica mappa geografica mai rinvenuta (del V secolo)

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