FILOSOFO. Fu uno dei precursori del naturalismo moderno, nato a Taurisano nel 1585 e morto in Francia con l'Inquisizione nel 1619. Il suo 'naturalismo' lo spinse a raffrontarsi con le massime autorità politiche e religiose di Napoli, Venezia, Londra, Madrid, Bruxelles, Parigi, Roma, Tolosa. Nel 1600 lo snodo commerciale della Terra d'Otranto, era aperto alle rotte col vicino Oriente e con Venezia. Vanini, che proveniva da questa cultura italiana meridionale economicamente avanzata, è stato uno dei grandi viaggiatori nell'Europa riformata, conobbe molte persone e visitò molti luoghi. Rafforzando l'integrazione sociale del suo tempo, ha rappresentato un confronto culturale fra gli aspetti e i costumi della sua terra con analoghe esperienze europee. Sommo filosofo si laureò a Napoli nel 1606 in
utroque jure - diritto civile e diritto canonico. Viaggiò nel Salento lungo gli assi viari di Taranto, Gallipoli, Ugento, Otranto e Castro; in Italia, Svizzera, Germania, Belgio e Olanda. Infine si stabilì in Inghilterra dove abiurò la fede cattolica per abbracciare l'anglicana. Dopo essere stato rinchiuso nella Torre di Londra, tornò in Italia attirando le maldicenze del popolo superstizioso, che lo definì: "Corifeo degli Atei, capital nemico di ogni religione". Così si trasferì a Lione e nel 1615 pubblicò l'Amphitheatrum Aeternae Providentiae, in cui affrontava la questione delle prove dell'esistenza di Dio e i dubbi circa la divina Provvidenza. Andrà poi a Parigi dove un anno dopo scrisse il
De admirandis Naturae reginae deaeque mortalium arcanis, dialogo in quattro libri, che sono senz'altro da ritenere il manifesto europeo del libertinismo erudito, che gli causò pesanti sospetti di eresia, che lo indussero a rifugiarsi a Tolosa dove fu inizialmente preposto all'educazione dei figli del primo presidente del Parlamento. Ma Vanini verrà ben presto accusato di eresia e, condotto presso il Parlamento di Francia, dopo un processo di sei mesi, fu condannato al rogo per ordine del Consigliere Catel.
Vanini fu arso vivo previo strangolamento e amputazione della lingua, sulla piazza di Tolosa il 9 febbraio 1619.
Villa Comunale di Lecce, Opera
del
Maccagnani
eseguita negli anni '80 dell'Ottocento
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