Dopo i primi
studi con i maestri M.Coniglio-Gallo, frequenta il Conservatorio
“S.Pietro a Maiella” di Napoli. Trasferitosi a Milano, prosegue gli
studi con i maestro Piccoli, Pettinella e Ferrara.
Nel 1926 debutta
a Trieste nel Guglielmo Tell. Segue una serie di successi nei
maggiori teatri italiani con Elisir d’amore, Don Pasquale,Il
Barbiere di Siviglia. Tra il 1929 e il 1930 parte per una serie
di concerti in Olanda e Portogallo. Tra il 1931 e il 1935 è a Nizza,
Milano, Cremona, Firenze, Bari, Catanzaro.
A Bolzano e
Merano ne Il matrimonio segreto di Cimarosa, Perulli è
particolarmente apprezzato, tanto da essere scritturato alla
Scala di Milano.
Al 1935 risale
la partecipazione alla ”Prima Sagra della Canzone Leccese”, nella
quale Perulli interpreta ed incide tutte e tre le canzoni
vincitrici, tra le quali la suggestiva.
Canta la funtana noscia di Pecoraio-Attisani. Nel giugno ’35 è
scritturato all’E.I.A.R.
(attuale RAI) per due trasmissioni di opere: L’impresario
di Mozart e Granceola di Lualdi.
Nel 1936 al teatro Verdi di Zara Perulli debutta in una nuova opera
I Quattro Rusteghi.
Nell’estate del ’37 il tenore è scritturato dall’agenzia
International Opera Studio, diretta dal
maestro Erede, per una lunga tournèe in Europa e negli
Stati Uniti. Il debutto è a Vienna con la mozartiana
Così fan tutte, poi a New York con la compagnia
Salisburg Opera Guild.
Con altre famose
compagnie Perulli calca i più grandi teatri (Metropolitan, Wilson
Theatre, ecc..), riscuotendo enorme successo, come attesta la stampa
dell’epoca. Tra le opere proposte:La cambiale di matrimonio, Il
Barbiere. Non disdegnando anche ruoli romantici, Perulli si esibisce
in Rigoletto,Traviata, Madame Butterfly (a
Washington, San Francisco, Ka Hill).
Da sempre legato
alla sua terra e alla famiglia, Perulli mantiene costanti rapporti con
Lecce attraverso lettere affettuose e foto con dedica spedite,
immancabilmente, da ogni dove, nelle quali è manifesta l’ansia di far
ritorno nella città natale.
Tornato dagli Stati
Uniti nel ’47, si esibisce ancora in grandi teatri: a Firenze, Bergamo,
Milano, Venezia.
Negli anni ’50 è a
Chianciano, Roma, Siracusa, al Politeama di Lecce, dove partecipa a
serate e concerti in beneficenza fino agli anni ’70.
Nel frattempo, si
dedica all’insegnamento.
La sua scuola di
canto ha lanciato numerose “nuove leve” sia nella lirica che nella
musica leggera. Spesso il tenore amava esibirsi insieme ai suoi allievi,
accompagnandoli durante il debutto, e presentandoli con orgoglio.
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