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SALENTO
dalla Preistoria all'Ottocento
STORIA del SALENTO dal
Neolitico all'800,
Dolmen,
Menhir,
NEOLITICO, La
grotta del Cavallo,
La grotta di
Serra la Cicora,
La
grotta dei Cervi di Porto Badisco, PALEOLITICO
Le
Veneri di Parabita,
La Mappa di Soleto,
Fenici,
Micenei,
Japigi,
Messapi,
Romani,
Rudiae,
Appia Traiana,
Bizantini,
Basiliani,
Saraceni,
Normanni,
Svevi,
Angioini,
Aragonesi,
Spagnoli,
Lecce e Barocco,
Borbone,
Savoia
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BASILIANI |
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I secoli successivi all'impero Romano
furono caratterizzati dalla diffusione del cattolicesimo. Nella seconda metà
del secolo IV d.C i monaci Basiliani si distinguevano per i luoghi di culto
scavati nella roccia e poi affrescati: le famose cripte basiliane, mentre i
monaci Benedettini (inizi del VI sec.) diffusero i loro monasteri.
Verso il secolo VIII d.C. si verificò un massiccio esodo di monaci venuti dall'Oriente che nelle terre salentine trovarono riparo in seguito alla lotta iconoclastica. Frequenti sono le testimonianze nell'alto medioevo, nella provincia di Brindisi e Taranto, di forme di vita monastica ispirate ad ideali ascetici francescani della cultura e della religiosità orientali. I monaci di provenienza greco-orientale (forse giunti dalla vicina Sicilia sotto l'incalzare degli Arabi), si dispersero nelle campagne salentine, vivendo in grotta.
Intanto maturano i contrasti tra la Chiesa latina di Roma e quella greca. I monaci benedettini fondano nuovi monasteri, e i monaci basiliani stimolano nuove esperienze religiose di cui resta testimonianza nella vita delle grotte decorate da affreschi in cui trovano rifugio i fedeli. Il monachesimo a quel tempo cercava nella vita ascetica il contatto diretto con Dio. Nella regola di San Basilio la vita cenobita rappresentava la forma di convivenza perfetta. I beni erano in comune e l'ideale era scoprire la misura tra la vita attiva e la vita contemplativa per raggiungere Dio e salvare l'anima. I centri monastici nascevano nelle grotte, le quali divennero luogo di culto e di pellegrinaggio.
L'ordine monastico dei Basiliani proveniva dall'Oriente, ed era una
religione che si ispirava alla Regola di vita monastica lasciata da San Basilio
(arcivescovo di Cesarea di Cappadocia 329 - 379 d.C., padre della chiesa greca,
detto il Grande), la quale oltre alla preghiera ed alla contemplazione, doveva
realizzarsi in atti concreti e produttivi, parimenti all'ordine dei Benedettini.
L'espressione 'ordine Basiliano' risale all'XI secolo e indica i monaci greci
dell'Italia meridionale. Quest'ordine monastico contribuì al miglioramento ed alla
diffusione dell'ulivo, della vite, della vallonea (ghianda castagna da cui
ottenere farina) e della trimina (un cereale). Ancora oggi ammiriamo gli stupendi
esemplari di ulivi secolari della zona di Cerrate, Giampaolo e
Monicelli, piantati
nel IX - X secolo dai monaci Basiliani.
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A cura del dott.
Giovanni Greco

... in continuo
aggiornamento ... |
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